Storie di minatori: la Miniera di Gambatesa in Val Graveglia
Il “Museo Minerario di Gambatesa” ha raggiunto in pochissimo tempo di attività un’affluenza turistica tale da collocarsi ai primi posti tra le mete proposte in Liguria, inserendosi in diversi percorsi di interesse nazionale come quelli delle 5 Terre, di Portofino o dell’Acquario di Genova.
La riconversione, da attività mineraria a risorsa turistica di pregio, ha raggiunto lo scopo di preservare e rendere fruibile parte dei sotterranei, delle strutture logistiche esterne, delle numerose attrezzature e dei suoi archivi minerari.
Le materie e gli aspetti maggiormente evidenziati sono quelli naturalistici, geologici, storici e geografici, mirati a preservare tradizioni secolari di attività estrattiva svolta in un contesto sociale ed umano ricco di valori.
La zona circostante è costituita prevalentemente da boschi, pascoli e qualche presenza di macchia mediterranea in quanto l'area è situata alle spalle del Golfo del Tigullio ed è attraversata da una fitta rete di sentieri, tra i quali quello carsologico che si diparte dal paese di Arzeno.
COSA VEDERE
La vera ricchezza del museo minerario è rappresentata dai suoi spazi sotterranei.
Dopo avere indossato le classiche protezioni individuali, cuffie protettive e casco, si raggiunge la stazione di partenza e quindi si accede ai sotterranei.
La visita ad un ambiente di così forte impatto emotivo non può lasciare indifferenti.
Lentamente, sin dai primi metri di percorso, si comprende la reale dimensione delle opere eseguite da uomini che hanno lavorato per anni nelle viscere della terra.
Durante la permanenza nei sotterranei, si ha modo di sentirsi minatori per alcune ore, ricevendo notizie dettagliate e in forma tale da iniziare ad analizzare ogni piccola traccia riscontrata sul percorso e cercare di penetrare i segreti della montagna e del manganese.
I lavori sotterranei si estendono su una superficie di oltre 25 chilometri fra gallerie,discenderie, pozzi, rimonte, fornelli e vuoti di coltivazione.
La visita ha inizio attraverso l’imbocco della galleria di livello 550 mt. ed è percorsa per un tratto iniziale di circa un chilometro con un classico treno da miniera adibito al trasporto del personale e per un altro chilometro a piedi.
Suddiviso in varie tappe tematiche, il percorso a piedi risulta piacevole e didatticamente interessante e costruttivo grazie alla competente presenza di una guida sempre a disposizione e di numeroso materiale originale.
Fra i diversi argomenti trattati, le tecniche di scavo e d’estrazione, i mezzi di carico e di trasporto.
Gli ambienti sotterranei propongono le reali condizioni di lavoro e le varie metodologie di scavo operate in oltre un secolo di attività ininterrotta.
Particolare cura è dedicata anche agli aspetti umani che una miniera cela, le storie e le leggende si mescolano senza fine creando una realtà dalle mille sfaccettature ma anche testimonianze di scherzi tra minatori, utili a volte a ravvivare l'umore per affrontare un lavoro così duro.
La visita si concluderà dentro il più grande "vuoto di coltivazione" per l’estrazione di manganese realizzato in Europa, dal quale sono state estratte, in oltre 40 anni di lavoro, circa 600.000 tonnellate di manganese.
STRUTTURE E OSPITALITÀ A ne

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