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La Riviera di Levante, Terra di Mare

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La maggior parte delle località rivierasche delle Terre di Portofino hanno mantenuto, nel tempo, caratteristiche legate alla presenza di borghi marinari (Camogli, Portofino, Riva), che in alcuni casi e in epoca relativamente recente hanno assunto caratteri più legati al turismo storico (per esempio Rapallo e Santa Margherita Ligure, Sestri Levante), con una successiva espansione di elementi tipici di centri di soggiorno balneare estivo.
Nei borghi della fascia costiera non mancano esempi di architettura prettamente medievale e rinascimentale (spesso da ricercarsi come tracce di un passato, nelle facciate di case oggi restaurate), antiche torri e fortezze poste a guardia di chi arrivava dal mare, architetture ispirate ai castelli medievali, e ville di origine cinque-seicentesca analoghe a quelle del territorio suburbano di Genova e oggi adibite a sedi museali.
Alcuni di questi musei conservano testimonianze rare e preziose, basti pensare, per esempio, al Museo del Merletto di Rapallo che ha sede nella storica Villa Tigullio, un vero e proprio “monumento” dell’artigianato ligure, oppure a Palazzo Rocca a Chiavari, che conserva tele di alcuni dei maggiori pittori liguri del Sei-Settecento, come Grechetto, Piola, De Ferrari, Strozzi. E ancora, sempre all’interno di Palazzo Rocca a Chiavari, il Museo per la Preistoria e la Protostoria del Tigullio, all’interno del quale si trovano, tra le altre, testimonianze pertinenti alla più antica miniera di rame d’Europa, alla più antica cava di diaspro a cielo aperto d’Europa, alla più antica torbiera della Liguria Orientale, e all’importante e vasta necropoli di Chiavari, databile all’età del ferro, nonchè il "Museo Marinaro" di Camogli che conserva le testimonianze dell'attività più tradizionale della costa.
Anche nelle chiese e negli oratori possono essere annoverate opere d’arte di un certo rilievo, sia sotto forma di tele e statue lignee, sia sotto forma di affreschi. Ne sono un esempio il Santuario della Madonna delle Grazie di Chiavari, in posizione panoramica, e interamente affrescato, al suo interno, con scene religiose da Teramo Piaggio e Luca Cambiaso; oppure l’Oratorio dei Disciplinanti di Moneglia, anch’esso interamente affrescato con almeno cinque strati di affreschi compresi tra il XIII e il XVIII secolo.
Il Parco del Monte di Portofino racchiude al suo interno anche il medievale complesso abbaziale di San Fruttuoso di Capodimonte, esempio di ineguagliabile valore storico, architettonico e artistico per tutta la Liguria Orientale.

In questo territorio costiero, non mancano, inoltre, le tracce di paesaggio agrario che sono ancora leggibili nei terreni coltivati a fasce e uniti talvolta da alcuni tratti di mulattiere ancora acciottolate, ricchi di castagneti ma soprattutto di oliveti, che, oltre a costituire tutt’ora una base importante dell’economia, restituiscono un discreto patrimonio legato all’archeologia industriale (mulini e frantoi dimessi).
Basti pensare alla zona dei mulini lungo il torrente Acquaviva dietro l'approdo di Paraggi, presso Santa Margherita Ligure, al frantoio-museo “La Cipressa” a Rapallo, oppure ai resti di frantoi antichi che, negli ultimi anni, sono stati visitati da numerose persone nel territorio di Moneglia, in particolare in occasione della Mostra-Mercato dell’olio d’oliva.

Emerge dunque come la fascia costiera possa definirsi, in un certo senso, terra di mare, seppur con un’espressione contraddittoria, perché fin dall’antichità si è potuto vedere un perfetto connubio fra la civiltà contadina e quella marinara.
La gente di questo arco di Liguria si è sempre più trasformata nei secoli in popolo di mare, sia per proteggersi dalle invasioni piratesche e saracene, sia per trovare sul mare quegli sbocchi commerciali che le difficoltà del trasporto terrestre non avrebbero permesso.
Da queste terre fin dal Medioevo sono partiti numerosi esploratori e capitani d’alto mare. Dalle secolari necessità di scambi commerciali nacquero, inoltre, non soltanto a Camogli, ma anche a Chiavari, a Sestri Levante e Riva Trigoso, botteghe di modesti ma geniali artigiani, capaci di sagomare i legnami e di costruire barche sempre più perfette nonostante i pochi strumenti a disposizione.
Dalla piccola produzione artigiana dei gozzi e dei leudi (il leudo è proprio un tipo di imbarcazione tipicamente tigullina, che fin dal XIV secolo ha trovato largo impiego nelle diverse forme di trasporto delle merci via mare in tutto il Mediterraneo) si è poi arrivati alla cantieristica navale vera e propria, che dal XIX secolo si è sviluppata soprattutto tra Sestri Levante e Riva Trigoso, con la costruzione di navi per la Marina Militare Italiana.

L’accesso ai centri e alle emergenze storiche lungo la fascia costiera è possibile sia attraverso la rete stradale (l’autostrada A 12 oppure l’Aurelia, SS 1, che collega i singoli paesi), oppure attraverso la rete ferroviaria. In particolare nel periodo estivo esiste anche un collegamento via mare, con i battelli del Servizio Battellieri Golfo del Tigullio che permettono di visitare i borghi costieri ammirandone il paesaggio e le caratteristiche più specificatamente legate al mare. 28/97/534


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